…o no?

In realtà sono ancora indeciso, sono come il tizio nel video al minuto 0:40.

Una parte di me è attratta dall’abisso, dal fondo della classifica, dalle profondità oscure dove il kulone di kranz, così come il mio l’anno scorso, non può arrivare semplicemente perchè…galleggia; una parte di me vorrebbe abbandonarsi ad uno stato di sconfitta permanente, al subire sempre un gol in più di quelli fatti, al subire l’incapacità cronica di colui?coloro? che alla Gazza assegnato i voti palesemente a sorte e soprattutto a tuo sfavore, uno stato in cui la vitalità si esprime spostandosi impercettibilmente tra il 63 e il 66, a seconda che una volta ogni tanto qualcuno dei tuoi, per motivi che di fronte alla grandezza dell’abisso diventano totalmente insignificanti, la butti dentro.

Basterebbe un salto, rallentato ma definitivo, per sprofondare verso il fondo classifica, piano, piano, un turno dopo l’altro, e andare a conoscere forme di vita molto evolute, come quelle che si vedono nel video del post precedente, ed altre più semplici e primitive, come Boz e Lollo.

Ma quando sono lì, sul bordo del precipizio, e devo prendere la fatidica decisione, c’è sempre qualcosa che mi ferma, mi blocca, mi dice:”torna indietro, prova a risalire” e ancora “lassù c’è la luce, c’è il calore della vittoria, come potresti sopravvivere nel gelo degli oscuri abissi della classifica?”

Ed è così che l’eterna lotta tra il buio e la luce, tra l’ambizione a la rinuncia, tra volere, potere, imporre e subire, mi tiene prigioniero in un limbo chiamato pareggio. FFactory – Capezzoli UTD 65,5-67,5 (1-1).

Annunci