intanto devo dire che vedersi una partita al camp nou dalla tribuna centrale è un’esperienza che trascende il risultato della partita. 95000 spettatori intorno, sigla della champions, guardiola e mourinho in piedi e 22 giovanotti sgambettanti. il camp nou è uno stadio impressionante, e il pubblico mi piace. anche quando la loro squadra sta vincendo 2-0 loro vogliono veder giocare, insomma, apprezzano lo spettaccolo. l’accoglienza a eto’o mi ha fatto venire la pelle d’oca.
ma veniamo alla partita: il barcellona lascia fuori messi e ibrahimovic per precauzione e parte con un tridente finto con henry (5) unica punta. pedro (7) a fare danni in fascia destra e a bloccare maicon (5) e iniesta (7) che svaria dietro henry come regista avanzato. xavi (7,5) è il regista puro con vicino busquets (6,5) e keita (6,5) a contenere. dietro puyol (6,5) e pique (7,5) giocano da centrali e dani alvez (7) e abidal (6,5) sulle fasce completano il quadro difensivo. il portiere valdez (s.v.) inoperoso.
si era parlato di grande sfida, di un’inter molto forte che arriva nelle migliori condizioni a giocare contro un barcellona incerottato però costretto a vincere. ma non appena inizia la partita ci si rende conto che il barcellona è sceso in campo consapevole di essere la migliore squadra al mondo e per dettare il ritmo della partita. un gioco fluido e arioso, i mediani che palleggiavano di ai due tocchi, le fasce si proponevano e uscivano sempre in scioltezza.
dall’altra parte l’inter (i cui giocatori militano nelle squadre del fantacalcium) è scesa in campo contratta, spaventata e schiacciata sulla linea della propria area. i terzini non salivano mai (di maicon abbiamo già detto 5, anche se l’unico pericolo portato dall’inter è stato sulla sua unica sgroppata in avanti, ma appunto!). chivu (4) fa ufficialmente cagare, mentre lucio e samuel (6,5 ai due) sono una certezza davanti a julio cesar (7, un gatto). veniamo alla nota più dolente: il centrocampo. certo, giocare contro il miglior centro campo al mondo non è facile, ma due giocatori di livello internazionale come cambiasso e thiago motta (4 a entrambi) non possono sistematicamente buttare via la palla. certo, su di loro gravava l’ingrato compito di marcare xavi e iniesta, ma diofa, ricordati di giocare a calcio. zanetti j. (6) si guadagna sempre la pagnotta, ma vive in un paradosso tattico che coinvolge tutto il centrocampo, che quando riconquista palla si blocca, guarda se sulle fasce salgono i terzini, questi non salgono, allora si butta via la palla e si torna a difendere l’area (!!!). stankovic (5,5) si impegna molto ma è costretto a rincorrere gli avversari nei buchi lasciati da chivu, e non riesce a dialogare con gli altri centrocampisti in quella torre di babele. con muntari (5,5) va meglio perché almeno il centrocampo si ordina. le povere punte milito e eto’o (5,5 per lo sbattone) non vedono boccia, se non palle troppo lunghe o campanili assurdi. sero ripartenze, sero jogo, sero periculo, sero intensità.
certo, poi uno si fa due calcoli e capisce che con il 2-0 l’inter ha comunque la possibilità di passare agli ottavi pareggiando in casa con il kazan per 0-0 o 1-1 (oppure vincendo), e quindi capisce che a mourinho gli va bene così, ma comunque no si spiega un atteggiamento così rinunciatario e anche l’ingresso di quaresma rimane un enigma irrisolto.
quindi si, consapevoli del risultato di kiev, l’inter non è scesa in campo per giocare ma per limitare i danni, con buona pace per gli amanti del calcio e il bel pubblico del nou camp. dal camp nou è tutto, a voi studio

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