ieri ho acceso la televisione, così, per noia. finite le partite, stanco per uscire, svogliato per scegliere un film da vedere. ho installato zattoo nel computer e ho guardato un po’ di televisione. ho visto cqc, la versione spagnola di “le iene”. tutto identico, stesso formato, stesso stile, inviati vestiti da “le iene”, musica alta, delirio del pubblico ecc… uno dei servizi riguardava l’italia: scopo dichiarato della iena di turno era, con domande provocatorie, tirare fuori dagli italiani intervistati il campanilismo più becero. e, come no, ci è riuscito benissimo. troppo facile andare a roma e incontrare quello che cercava. quindi parte con le domande:
“pero, la pasta è buona, ma la paella…meglio, no”, oppure “in italia avete stilisti…si, ma noi ci vestiamo molto meglio…” e subito gli intervistati si inalberavano, maddeche, aò, la dieta mediterranea ce l’abbiamo solo noi, gucci armani valentino, campioni del mondo, voi quanti campionate avete vinto, zitti e a casa, lascia stare i formaggi, non me tocca ‘a pasta, e le donne più belle del mondo, e gli uomini più sensuali, e poi un bel vaffanculo alla fine.

missione compiuta: dipingere l’italiano per com’è visto all’estero: un campanilista più sciovinista dei francesi, un burino ignorante mangiaspaghetti baffi neri mandolino. forse era troppo facile.

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