la calsotada è un’antica pratica catalana: si bruciano sul fuoco vivo i calsots, ovvero delle specie di cipollotti, dopodichè si  liberano dello strato nero esteriore e la rimanente parte, risultante delicatissima, viene pucciata in una salsa a base di pomodoro, mandorle e olio e giù burro (in senso figurato). il tutto inaffiato da vino sgorgeggiante da porrones, e poi sepolto da salcicce al limone e agnellino prepasquale.
ma io non me la sono goduta appieno. ad ogni pié sospinto il pensiero andava al campionato, alla mia formazione e a quella di gas. brutti presagi prendevano corpo. domenica pomeriggio mi segna cozza, in tempo reale ho il tempo di esultare (anche perchè aveva segnato vieira), ma poi mi vedo in diretta il malcapitato materazzi,  che è l’ombra di quello dell’anno scorso che ha trascinato capezzoli alla vittoria finale, che accompagna nella sua rete un pallone e le mie illusioni alla porta d’uscita del fantacalcium: le mie possibilità per riconfermarmi stanno sfumando, come gas ha illustrato. che ne sapevo io che vannucchi avrebbe fatto gol, e che ferreira pinto 7,5+ assist…ma insomma, siamo sempre lì. aspettando il ritorno di cassano e aggrappandoci alle spalle di iaquinta e trezeguet.

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