lunedì mattina: sveglia di buon’ora, yogurt e cereali, espletamento di varie funzioni, poi via al lavoro. mi siedo al mio calcolatore, mi guardo i gol della domenica, mi leggo i titoli dei giornali e mi metto a lavorare. solita pausa panino, dopodiché mi metto a spulciare tra i voti del fantacalcio. ma oggi ci ha pensato auawa prima di me. leggo con attenzione il suo articolo e ci tengo a scrivere i seguenti appunti:
1- vabbé, avrò anche perso fuori casa, ma a mutu han dato un autogol e ha segnato un rigore dubbio, altrimenti il +12 di cassano mi sarebbe bastato; capita nelle migliori famiglie; non certo per questo comincerò a guardarmi dietro (abitudine che mi sono tolto in tanti anni al fondo della classifica, dove ho accumulato anche una certa dose di umilté)
2- deduco dal tono dell’articoloche, a new york, auawa ci è andato con i fratelli vanzina, boldi, de sica e storace;
3- nonostante io viva in una città promiscua, non sono ancora passato all’altra sponda del fiume, e il mio stile di vita è pio e la mia rettitudine cristiano-romana (o assimilabile) non è tema di discussione;
4- la vittoria di auawa sarà anche stata “approppiata”, ma al terzo tempo non ho visto nessuno aspettarmi sulla via degli spogliatoi a stringermi la mano.

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